settembre 1, 2016

Propedeutica Musicale

0-6 ANNI: secondo la MUSIC LEARNING THEORY  DI E. E. GORDON

La Music Learning Theory elaborata da Edwin E. Gordon descrive i processi per mezzo dei quali l’essere umano apprende la musica, dalla nascita all’età adulta. Ipotizzando come tali processi di apprendimento avvengano con modalità analoghe a quelle proprie dell’apprendimento della lingua materna, l’educatore-musicista agisce impostando una relazione con il bambino basata su un “dialogo musicale”. L’incontro fra l’attitudine musicale di ogni singolo individuo e le esperienze di ascolto e interazione musicale, attivano processi sensoriali e psichici, chiamati da Gordon, nell’insieme, di “Audiation“, che permettono la conoscenza e la comprensione, informale, dei suoni organizzati nella sintassi musicale.
Gli incontri sono organizzati, fino ai tre anni circa, con la presenza di un genitore. L’insegnante si relaziona al bambino prevalentemente attraverso il linguaggio non verbale costituito da canti appositamente pensati per costruire il primo vocabolario musicale dei bimbi. Canti senza parole con metri, modi e stili differenti accompagnati da movimento. Dopo l’ascolto l’insegnante non interviene immediatamente ma permette al bambino di godersi le sensazioni lasciate dalla musica. In questo silenzio si attiva l’audiation e si realizza il primo dialogo musicale nel quale il bambino tenta di ricreare i suoni che ha appena ascoltato.

dai 3 ANNI: secondo la METODOLOGIA DI E. WILLEMS

L’educazione musicale willemsiana ha come principio base la consapevolezza che tra musica, uomo e natura esista una stretta correlazione; l’intervento propedeutico si sviluppa sull’essenza costitutiva degli elementi musicali (suono, movimento sonoro, spazio infratonale, pancromatismo, ritmo, intervalli, accordi, melodia, scala, canzoni ecc.), senza l’ausilio di elementi extramusicali che allontanerebbero i bambini da una esperienza spontanea della musica.
La metodologia privilegia la possibilità di fare lezione in gruppo, in quanto esso caratterizza la personalità di ognuno e allo stesso tempo permette all’individuo di essere parte essenziale nell’armonia dell’insieme.
Si assicura lo sviluppo dell’orecchio musicale e del senso ritmico, entrambi importantissimi per un futuro studio del solfeggio, dello strumento o di qualsivoglia ulteriore disciplina musicale; sono i due elementi portanti su cui si strutturano le lezioni, che vengono divise in quattro momenti: ascolto, ritmo, canzoni e movimenti naturali. Ovviamente ogni momento dedicato allo sviluppo dell’orecchio musicale non esclude l’attenzione all’aspetto ritmico, e viceversa. Verrà utilizzato un ricco materiale sonoro, che alimenta la ricchezza e la varietà degli esempi sonori, favorendo l’acquisizione degli elementi musicale in molteplici sfumature.
Il vocabolario musicale utilizzato non sarà dato al bambino come teorizzazione, ma come semplice denominazione di un’esperienza vissuta già precedentemente in modo concreto.
La metodologia è strutturata su un percorso di quattro gradi, in modo tale da condurre i bambini e i ragazzi, attraverso il pre-strumento e il pre-solfeggio, alla padronanza del linguaggio musicale.